QUALITA’ DEL MOVIMENTO

Muoversi in modo consapevole…
Quali conseguenze ha un’azione sulla persona che la esegue?
Si può fare meno fatica per raggiungere lo stesso obiettivo?
Mentre vi muovete, state facendo esattamente quello che pensate di fare con il vostro corpo?

Il modo più comune di valutare un’azione, è di vedere se consente di raggiungere o meno lo scopo previsto.
Sicuramente raggiungere l’obiettivo è importante, ma è altrettanto importante capire qual’è il modo meno dispendioso e più efficace per farlo. Solitamente l’obiettivo da raggiungere prende il sopravvento sul processo con cui ci si arriva.

“Molto spesso si pensa ad un’azione in funzione del suo scopo, ma non si pensa a come potrebbe essere più facile raggiungere lo stesso risultato o addirittura migliore, modificando anche solo dei piccoli particolari nel modo di agire.”

Concetti per valutare la qualità di un movimento

Lo scheletro determina il percorso ideale per un’azione: la traiettoria più breve ed efficiente è dettata dalle connessioni scheletriche.

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Provate ad immaginare uno scheletro senza muscoli o altri tessuti molli, dove i legamenti collegano le ossa fra loro. Come sarebbe per tale scheletro rispondere ai movimenti?
Ad esempio girando la testa il movimento potrebbe coinvolgere la gabbia toracica, le clavicole e lop sterno? Come si muoverebbero le scapole? Anche il bacino puà rispondere al movimento?


L’organizzazione dei muscoli molte volte ostacola la trasmissione della forza attraverso lo scheletro: le tensioni eccessive o l’utilizzo inconsapevole di muscoli che possono “lavorare meno” in certe azioni, creano interferenze che rendono il movimento più dispendioso e meno efficace.
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Uno dei punti fondamentali in questo lavoro, è imparare comprendere e percepire la trasmissione della forza attraverso lo scheletro

Ogni azione ben organizzata coinvolge la colonna vertebrale in tutta la sua lunghezza.

Idealmente, la forza passa longitudinalmente attraverso il corpo: in questo modo la colonna può mantenere la sua lunghezza, senza tensioni dovute all’interferenza muscolare, che ne provocherebbe un accorciamento con conseguenti interferenze nel movimento.
Infatti, molto spesso le forze trasmesse con angolazioni diverse rispetto all’asse longitudinale, sono fonte di compensazioni che possono portare a problemi e limitazioni motorie

Relazione con la superficie

Il movimento nello spazio dipende all’interazione di parti del corpo con il punto d’appoggio (push-off force), ad esempio il pavimento.
Più è chiara l’interazione con la superficie più diventa preciso il movimento.

Più il centro della massa corporea viene portato sopra la base d’appoggio, maggiore sarà l’equilibrio

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Modulare l’impiego dei muscoli

La funzione dei muscoli più grandi consiste nell’effettuare il lavoro pesante. I muscoli più piccoli dovrebbero essere utilizzati per fornire direzione e precisione.
I muscoli più grandi del corpo sono attaccati al bacino: in questo senso il bacino diventa il punto centrale da cui trarre potenza. Dovrebbe quindi essere coinvolto nella maggior parte dei movimenti.
Quando si utilizzano i muscoli più piccoli in modo eccessivo durante movimenti in cui è richiesta molta forza, si corre in rischio di subire infortuni.

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La riduzione dello sforzo, la leggerezza e la semplicità sono le principali caratteristiche di un movimento ben organizzato.
Con queste condizioni è possibile ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, sfruttando al meglio le proprie potenzialità

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