FATP – Feldenkrais Approach for Tennis Players

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Pat Cash, Martina Navratilova, Mike Bryan da anni praticano il Metodo Feldenkrais…
Il numero dei tennisti che scelgono questa tecnica
sta aumentando e dai qui nasce…

 

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F.A.T.P Le neuroscienze a supporto dell’allenamento

Ogni atleta si allena per continuare ad incrementare ed affinare il proprio bagaglio motorio, del quale fanno parte la tecnica, la preparazione fisica e l’aspetto mentale.  Gli allenatori inventano e applicano esercizi per sviluppare costantemente ogni singolo aspetto del gioco del proprio atleta e oggi siamo arrivati ad assistere a risultati straordinari in tutte le discipline sportive.

Ma cos’è che da una marcia in più all’allenamento?
La risposta sta nel significato letterale della frase che ogni atleta ha sentito almeno una volta nella vita: USA LA TESTA!

Il Feldenkrais Approach for Tennis Players (FATP) trova le sue basi nell’interazione tra cervello, scheletro e muscoli: ha l’obiettivo di supportare lo sviluppo e l’affinamento degli schemi motori e della tecnica attraverso esercizi off court (o praticabili anche in campo) in cui il focus sta nella percezione del corpo in movimento. La chiave sta nell’imparare ad usare il corpo per ottenere un risultato migliore con un dispendio muscolare minore. E’ giusto precisare che l’allenamento rimane la parte fondamentale per poter migliorare tutti gli aspetti del gioco e richiede dedizione e fatica.

Con il FATP si impara a canalizzare meglio la fatica e ottimizzare l’esecuzione dei movimenti che richiediamo al nostro corpo: imparerete ad eliminare gli sforzi parassiti e in eccesso che possono influire in diversa misura sulla prestazione, riducendo la fluidità e l’efficacia di un gesto e limitando la capacità di esprimersi di un giocatore.

FATP è complementare all’allenamento: scoprirete un nuovo approccio al movimento che renderà più efficace la vostra performance in allenamento e in gara.

Durante la pratica degli esercizi FATP non si fanno sforzi e non si fatica, ma durante l’allenamento è chiaro che la musica cambia: non credete a chi sostiene che i risultati si ottengono senza sforzi!

Come Funziona FATP?

Un gesto tecnico è una sequenza di movimenti coordinati che portano al conseguimento di un obiettivo, che nel caso del tennis è arrivare a colpire ogni pallina con il giusto timing per avere velocità, potenza e precisione. Dal punto di vista neurologico il gesto si può vedere come la stretta interazione fra il sistema nervoso centrale e i muscoli che operano in un loop in cui il cervello manda i comandi, i muscoli li eseguono per far compiere all’atleta il movimento voluto dal quale il cervello riceverà informazioni che vengono immagazzinate e rielaborate, operando eventuali aggiustamenti: tutto ciò porta a un processo di continuo apprendimento e continua interazione tra corpo e mente

Quando si impara un gesto vengono modificate e create nuove connessioni (chiamate sinapsi), al fine di far cooperare i muscoli nel modo più funzionale a raggiungere lo scopo. Ci sono diverse scuole di pensiero e teorie riguardanti l’apprendimento motorio, ma ci sono due punti comuni a tutte:

  1. Il cervello possiede una caratteristica fondamentale che consente lo sviluppo delle capacità durante tutta la vita: parliamo della neuroplasticità, argomento cardine delle neuroscienze
  2. Ogni essere umano è unico, ma ha una caratteristica comune a tutti gli altri: il movimento

Attraverso una percezione guidata del corpo in movimento ogni atleta può migliorare la consapevolezza di quello che fa con il proprio corpo per eseguire i movimenti in modo sempre più preciso e coordinato; in altre parole l’azione finale corrisponderà in modo sempre maggiore all’intenzione che l’atleta si prefissa. Molto spesso infatti un atleta pensa di attuare il gesto migliore per la situazione in cui si trova, ma poi ciò che esegue non corrisponde esattamente a ciò che si era preparato a compiere e la pallina magari non ha la precisione, la velocità o lo spin desiderati.

Chiaramente qu11esto accade in modo meno evidente ai professionisti rispetto ai giocatori di medio livello. Tuttavia i professionisti devono far fronte ad elevate velocità e a richieste fisiche al limite, per cui anche un piccolo dettaglio può fare una grossa differenza.

In un sistema in cui i muscoli sono chiamati a dare il massimo in ogni istante, l’arma in più diventa il cervello e il modo in cui esso gestisce il movimento: le neuroscienze supportano con evidenze scientifiche sempre maggiori la teoria che la nuova frontiera dell’allenamento sta nello sviluppo di metodologie in cui alla base sta l’interazione tra sistema nervoso, scheletro e muscoli.

Il FATP si pone l’obiettivo di rendere un giocatore in grado di sviluppare la consapevolezza del proprio corpo in movimento per ottimizzare l’efficacia dei propri gesti tecnici.

Non opera soltanto sui muscoli, ma è un potente strumento di sviluppo del movimento che si rivolge alla persona nella sua globalità. Si focalizza su rapporto tra movimento e aspetto cognitivo, sfruttando la caratteristica principale del cervello: la plasticità. Questa caratteristica favorisce la continua modificazione, l’adattamento e la creazione di nuove connessioni che consentono di sviluppare il bagaglio motorio della persona durante tutta la vita, rendendola sempre più padrona e consapevole del proprio movimento. E’ un processo che si basa sugli stimoli che il cervello riceve attraverso il movimento stesso e sul modo in cui essi vengono elaborati e applicati. Questo determina la scelta di risposte motorie sempre più adeguate alla richiesta, che nel caso dell’allenamento è specifica e orientata ad un obiettivo.

Nel prossimo articolo vedremo qualche esempio pratico di applicazione FATP, un lavoro sicuramente innovativo che sta interessando parecchie persone sia in Italia che all’estero.

Per approfondire l’argomento non esitate a contattarmi via mail o telefonicamente e sarà un piacere esporvi e farvi provare il lavoro! Se siete istruttori potremo organizzare workshop pratici per i vostri atleti o decidere percorsi di lavoro individuali. Se siete atleti possiamo studiare un lavoro personalizzato da integrare all’allenamento che fate col vostro maestro 

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